Archivio mensile:febbraio 2015

Video: MeditazioneCamminata nel sottopassaggio

Consapevolezza aiuta soprattutto quando la situazione non è bella e piacevole.: MeditazioneCamminata nel sottopassaggio:http://ow.ly/Jr1YO

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Segui il cammino. Cammina lontano, lontano dall’Ego – fino all’Essere.

La nostra mente può lavorare in due modi: utilizzando „il focus narrativo” oppure „il focus basato sull’esperienza”.  L’impostazione naturale della nostra mente utilizza l’attenzione narrativa, ovvero noi ci raccontiamo perennemente una o più storie SULLE nostre esperienze del momento. Addirittura riusciamo a mala pena a percepire la realtà del momento proprio perché siamo così occupati con la storia che è narrata in noi, nella nostra mente. Non viviamo la nostra vita, piuttosto viviamo in una storia confusa SULLA nostra vita.

L’attenzione narrativa prende il sopravvento in noi sotto forma di un flusso di pensiero ininterrotto che non ha quasi nulla a che vedere con il pensiero concentrato e mirato su un determinato obiettivo. Si nutre per lo più di ripetizioni infinite, di sogni ad occhi aperti, di desideri e paure indistinti, di frammenti, frasi a metà, ricordi, mormorii strani e di altri pensieri di scarto. Questi pensieri di scarto però hanno su di noi un potere più grande di quanto noi stessi possiamo immaginare: essi producono l’immagine che abbiamo di noi stessi, il nostro “ego”, una costruzione di pensiero che in realtà non esiste.

Questo “ego” sa perfettamente di essere una costruzione di pensiero estremamente labile e fragile che rischia di rompersi in ogni momento. Perciò ha paura, ha paura di finire in frantumi, ha paura di essere demolito dalla realtà. È per questo che spesso noi stessi abbiamo paura, anche se non sappiamo propriamente di cosa. Proprio la sensazione di malessere provocata da una costruzione di pensiero impazzita dentro di noi viene erroneamente considerata da noi il nostro malessere. Si tratta di un tragico malinteso dal quale tante persone per tutta la vita non trovano una via d’uscita. Eppure c’è.

La via d’uscita è una sola: il focus sull’esperienza, l’accesso diretto alla realtà. Un atteggiamento attento, per esempio camminare in consapevolezza, è la soluzione. In questo modo, infatti, riusciamo a riconoscere la realtà nascosta dietro ai pensieri, il mondo, la vita nella sua bellezza, nelle sue fantastiche possibilità. Così tutta la paura latente in noi appare all’improvviso malsana e inutile. É questa la via da seguire. É questa la via che ci conduce dall’ego malsano dentro di noi alla realtà, all’essere, alla vita. Questa via richiederà ogni volta uno sforzo da parte nostra, soprattutto all’inizio, poiché l’ego (i pensieri incontrollati) non vuole cedere dinanzi a questo processo di demolizione e oppone resistenza – usando i pensieri come al solito – contro questa via d’uscita, contro questo atteggiamento attento, contro la realtà. Non appena imbocchiamo questa via, però, sarà per noi un autentico piacere, una gioia profonda, una parte irrinunciabile della nostra giornata e tutto il resto a confronto ci sembrerà grigio e inutile.

Perciò: mettiti in cammino. E se sei già in cammino segui la via un po’ più spesso e sii un po’ più determinato. E’ il cammino della gioia, perché non percorrerlo?

PERCHE’ E’ SEMPLICE FARE MEDITAZIONE CAMMINATA?

Perché è semplice fare meditazione camminata? Perché non c’è niente da imparare! SAPPIAMO già camminare, lo facciamo tutti i giorni. E siamo anche in grado di indirizzare l’attenzione mentale a qualcosa, di concentrarci quando cio’ è necessario, per esempio alla guida della macchina o quando prenotiamo un volo in internet. Quindi si tratta solamente di collegare due attività che sappiamo già perfettamente: camminare e concentrarci. L’ostacolo principale non consiste nell’imparare qualcosa ma nella nostra abitudine di vivere la nostra vita in modo inconscio e di camminare altrettanto inconsciamente. Si tratta perciò di perdere un’abitudine e non di imparare qualcosa di nuovo. http://ow.ly/i/8BIlj