Archivio mensile:marzo 2015

LA VITA È IL LUOGO DELLA LIBERAZIONE

Va benissimo praticare yoga in un bel centro di pratica. Va benissimo praticare meditazione camminata su un bel sentiero in una foresta romantica. Tutto ciò non è un problema. Il problema purtroppo si presenta sull’altra parte della medaglia. Se ho l’idea che certi luoghi sono particolarmente adatti per il risveglio e la presenza mentale allora, secondo la stessa idea, altri luoghi e altre situazioni probabilmente non lo sono affatto. E quindi può sembrare che la riunione sul posto di lavoro non sia un luogo di pratica spirituale, che la strada molto frequentata con il passaggio pedonale pericoloso non sia un luogo di consapevolezza ma solo di paura, che sia quindi sufficiente percepire immagini, suoni, odori o pensieri non piacevoli per cacciare via la presenza mentale e la consapevolezza e per spostarle in certe oasi nelle quali disturbi di questo tipo non ostacolano più la mia idea di essere finalmente arrivato nel luogo adatto per la liberazione dalla sofferenza e da tutte le illusioni.

Ma non è affatto così. Il luogo giusto per la liberazione dalla sofferenza e dalle illusioni è la vita. La vita avviene in luoghi piacevoli, non piacevoli e neutrali. La presenza mentale è lo strumento per rendermi conto dove sono e che cosa sta facendo la mia mente adesso. La liberazione non avviene in un bel centro di pratica. La liberazione non avviene neanche in luoghi brutti. La liberazione inizia a farsi strada quando non sono più influenzato dal fatto di trovarmi in un luogo bello o brutto. La liberazione include la comprensione che “bello” o “brutto” sono idee totalmente condizionate dagli stati mentali miei e che la formica ai miei piedi valuta questo luogo in modo completamente diverso. E ha buoni motivi per la sua valutazione anche lei.

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