Archivio mensile:febbraio 2016

LE CINQUE FORME DI MEDITAZIONE CAMMINATA: 2) KINHIN

– Ambientazione: di norma all’interno, possibile anche all’aperto
– Velocità: lenta
– Coordinazione con il respiro: un passo ogni inspirazione, il passo successivo durante l’espirazione
– Intensità della concentrazione: da elevata a molto elevata
– Comunicazione con altri: nulla 

“Cominciamo di nuovo con l’“arrivo” nel luogo della meditazione, che può essere il salotto, un corridoio, una camera di hotel o una stanza per gli ospiti in casa di amici. (…)
Poi inspirate come di norma e quindi sollevate il piede sinistro per un primo passo. Con la successiva espirazione muovete il piede destro per il secondo passo – e così via.

Dovreste sintonizzare i passi con il respiro – non il contrario, che altrimenti condurrebbe a una respirazione innaturale sconsigliabile. Quindi rimanete concentrati principalmente sul respiro e non solo sul contatto dei piedi al suolo, come per la meditazione camminata Vipassana descritta in precedenza. La mente si focalizza in primo luogo sul respiro e l’intero corpo ne segue il ritmo in accordo con il movimento: inspirazione – passo piede sinistro, espirazione – passo piede destro.

Rivolgete lo sguardo a terra davanti a voi senza abbassare troppo la testa, perché una tale “postura umile” non giova a una mente serena e aperta. Lo sguardo non vaga nell’ambiente circostante, ma neppure si fissa su qualcosa. Tenete le braccia rilassate ai lati del corpo o portate entrambe le mani davanti all’addome; non mettete le mani in tasca o in altre posizioni.

L’andatura è naturale e non esageratamente rallentata e solenne. Come già detto la concentrazione si orienta soprattutto al respiro, ma non esclude, in maniera non dissimile dalla meditazione camminata Vipassana e dalla meditazione in generale, altre impressioni sensoriali e pensieri: il contatto dei piedi con il suolo, la tensione e la distensione dei muscoli delle gambe, il contatto dei vestiti con la pelle, i rumori e la luce. E sopra ogni cosa calerà di nuovo il velo dell’attività mentale, ora opaca e indefinita, ora animata da giudizi, valutazioni, commenti e confronti chiari, lucidi. Il che è normale e naturale. Tornate semplicemente al respiro e al ritmo tranquillo dei vostri passi: inspirazione – passo piede sinistro, espirazione – passo piede destro.”

Estratto da “Meditazione Camminata: Passo dopo Passo – Guida pratica” di Volker Winkler, pubblicato da “Edizioni Il Punto d’Incontro”

Per ordinare il libro: Edizioni Il Punto d’Incontro

Annunci

“IO-PENSO-CHE” – L’IDENTIFICAZIONE CON I PENSIERI

La meditazione è molto di più di un bel hobby per farci stare un po’ meglio. E’ la tecnica per eccellenza di disidentificazione dai propri pensieri.

Nella meditazione osservo i miei pensieri e quindi creo una distanza molto salutare da essi – non perché sono per forza sbagliati o inutili ma perché l’identificazione con i pensieri comporta rischi immensi – è all’inizio di ogni ideologia, è la falsa giustificazione di ogni violenza nei confronti di chi la pensa in modo diverso.

Il mondo ha bisogno di disidentificazione dai pensieri, ha bisogno di meditazione e di comprensione. Ha bisogno di amore – e l’amore non vive nei pensieri, vive nei nostri cuori – e nel qui e ora.

GUARDA IL VIDEO (8 minuti)