Archivio mensile:febbraio 2017

Meditare con i sassi – Bidogno

Meditazione in un posto frequentato dalle streghe della Valle Capriasca e vicino a un piede scolpito nella roccia 1 milione di notti fa. Sovrumani silenzi e profondissima quiete e una vista a dir poco spettacolare su Lugano e il lago. Non saprò mai chi è stato a chiamarmi lassù ma lo ringrazio di cuore. E tornerò.

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METTA / MAITRI – L’AMORE UNIVERSALE

Cos’è la pratica del ”Metta”?

La meditazione ”Metta – L’amore universale” è una pratica di fondamentale importanza. L’amore è l’energia fondante dell’universo, la forza al centro della vita e l’essenza vera di tutti i fenomeni.

Con la meditazione sulla gentilezza amorevole ”Metta” coltiviamo nei nostri cuori la capacità di amare ogni essere senziente a prescindere dalle sue caratteristiche, qualità e azioni.

L’amore diventa così totale e incondizionato e ci conduce direttamente verso il ritrovamento dell’unità con tutti i fenomeni e verso il superamento delle polarità.

Perché Metta è rilevante per la nostra pratica?

La nostra pratica è quella del superamento della mente e del condizionamento generato da essa nella costruzione dell’ego, della falsa idea di noi stessi basata su un flusso incessante di pensieri inconsapevoli.

La meditazione sull’amore universale, illimitato e incondizionato ci pone per forza nelle condizioni di non-utilizzo della mente perché la mente non potrà mai accettare di amare persone che fanno gravemente del male ad altri o di augurare la felicità a quelli che stanno distruggendo la felicità di altri esseri umani. La mente non è in grado di amare in modo universale, illimitato e incondizionato. La mente non sarà mai in grado di ”amare i propri nemici” come ha invitato a fare anche Gesù:

lugano_sun_02-17«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? … Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt 5,43-48)

Con questa frase Gesù ci ha invitati a superare e a trascendere la mente. Il nostro strumento di superamento e trascendenza della mente è la meditazione sul respiro.

Perché Metta è rilevante per la tua trasformazione da un essere umano che soffre in un essere umano libero e felice?

Nella pratica di Metta siamo invitati a ”amare i nostri nemici” e ciò non è possibile con la mente ma solo con il cuore. Ma i ”nemici” o le persone a noi antipatiche non sono tutti uguali per noi. Con alcuni di loro abbiamo fatto pace nei nostri cuori e siamo in grado di perdonare – ma con altri no. Perché no?

Questi ”nemici” o persone antipatiche, ai quali non riusciamo a perdonare o a augurare felicità, non sono solo le persone stesse. Rappresentano molto di più perché richiamano antiche ferite in noi risalenti spesso alla prima infanzia, eventualmente al periodo prenatale di gravidanza o addirittura ad altre incarnazioni. Queste ferite sono molto profonde e ci condizionano ancora oggi senza che noi avessimo consapevolezza di cosa sta succedendo esattamente in noi.

La pratica di Metta ci dà una base di ”tentativo di perdono irrazionale” che ci indica con chiarezza quali ferite in noi sono guarite e sanate e quali no. Quando durante la meditazione una voce in me dice forte e chiaro ”no” mentre cerco di augurare la felicità a determinate persone posso essere sicuro di aver incontrato un’espressione di ferite antiche in me.

A questo punto posso gradualmente approfondire la mia pratica meditativa includendo questo aspetto e riconoscendo che quella persona tanto odiata da me ha un ruolo importante nella mia vita. Gli strumenti della meditazione TAM mi possono aiutare a guarire e a trasformare anche questi aspetti ”duri e scuri” della mia storia e della mia personalità tramite l’energia dell’amore, del perdono e della gratitudine.