Archivi categoria: Ego vs. consapevolezza

L’universo è come Amazon – con una differenza….

L’universo o la vita ci dà ciò che abbiamo ordinato noi stessi, anche se non è sempre semplice comprendere o accettare questo fatto. Ma la fornitura arriva. Arriva abbastanza velocemente e in modo affidabile – come da Amazon, in un certo senso.

C’è, comunque, una differenza importante. Da Amazon ci arriva quello che vogliamo – ma raramente è ciò che ci serve.

Dall’universo, dalla vita (da Dio?), invece, ci arriva sempre quello che ci serve, quello di cui abbiamo bisogno adesso. Ma raramente è ciò che vogliamo.

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LA VITA È IL LUOGO DELLA LIBERAZIONE

Va benissimo praticare yoga in un bel centro di pratica. Va benissimo praticare meditazione camminata su un bel sentiero in una foresta romantica. Tutto ciò non è un problema. Il problema purtroppo si presenta sull’altra parte della medaglia. Se ho l’idea che certi luoghi sono particolarmente adatti per il risveglio e la presenza mentale allora, secondo la stessa idea, altri luoghi e altre situazioni probabilmente non lo sono affatto. E quindi può sembrare che la riunione sul posto di lavoro non sia un luogo di pratica spirituale, che la strada molto frequentata con il passaggio pedonale pericoloso non sia un luogo di consapevolezza ma solo di paura, che sia quindi sufficiente percepire immagini, suoni, odori o pensieri non piacevoli per cacciare via la presenza mentale e la consapevolezza e per spostarle in certe oasi nelle quali disturbi di questo tipo non ostacolano più la mia idea di essere finalmente arrivato nel luogo adatto per la liberazione dalla sofferenza e da tutte le illusioni.

Ma non è affatto così. Il luogo giusto per la liberazione dalla sofferenza e dalle illusioni è la vita. La vita avviene in luoghi piacevoli, non piacevoli e neutrali. La presenza mentale è lo strumento per rendermi conto dove sono e che cosa sta facendo la mia mente adesso. La liberazione non avviene in un bel centro di pratica. La liberazione non avviene neanche in luoghi brutti. La liberazione inizia a farsi strada quando non sono più influenzato dal fatto di trovarmi in un luogo bello o brutto. La liberazione include la comprensione che “bello” o “brutto” sono idee totalmente condizionate dagli stati mentali miei e che la formica ai miei piedi valuta questo luogo in modo completamente diverso. E ha buoni motivi per la sua valutazione anche lei.

Segui il cammino. Cammina lontano, lontano dall’Ego – fino all’Essere.

La nostra mente può lavorare in due modi: utilizzando „il focus narrativo” oppure „il focus basato sull’esperienza”.  L’impostazione naturale della nostra mente utilizza l’attenzione narrativa, ovvero noi ci raccontiamo perennemente una o più storie SULLE nostre esperienze del momento. Addirittura riusciamo a mala pena a percepire la realtà del momento proprio perché siamo così occupati con la storia che è narrata in noi, nella nostra mente. Non viviamo la nostra vita, piuttosto viviamo in una storia confusa SULLA nostra vita.

L’attenzione narrativa prende il sopravvento in noi sotto forma di un flusso di pensiero ininterrotto che non ha quasi nulla a che vedere con il pensiero concentrato e mirato su un determinato obiettivo. Si nutre per lo più di ripetizioni infinite, di sogni ad occhi aperti, di desideri e paure indistinti, di frammenti, frasi a metà, ricordi, mormorii strani e di altri pensieri di scarto. Questi pensieri di scarto però hanno su di noi un potere più grande di quanto noi stessi possiamo immaginare: essi producono l’immagine che abbiamo di noi stessi, il nostro “ego”, una costruzione di pensiero che in realtà non esiste.

Questo “ego” sa perfettamente di essere una costruzione di pensiero estremamente labile e fragile che rischia di rompersi in ogni momento. Perciò ha paura, ha paura di finire in frantumi, ha paura di essere demolito dalla realtà. È per questo che spesso noi stessi abbiamo paura, anche se non sappiamo propriamente di cosa. Proprio la sensazione di malessere provocata da una costruzione di pensiero impazzita dentro di noi viene erroneamente considerata da noi il nostro malessere. Si tratta di un tragico malinteso dal quale tante persone per tutta la vita non trovano una via d’uscita. Eppure c’è.

La via d’uscita è una sola: il focus sull’esperienza, l’accesso diretto alla realtà. Un atteggiamento attento, per esempio camminare in consapevolezza, è la soluzione. In questo modo, infatti, riusciamo a riconoscere la realtà nascosta dietro ai pensieri, il mondo, la vita nella sua bellezza, nelle sue fantastiche possibilità. Così tutta la paura latente in noi appare all’improvviso malsana e inutile. É questa la via da seguire. É questa la via che ci conduce dall’ego malsano dentro di noi alla realtà, all’essere, alla vita. Questa via richiederà ogni volta uno sforzo da parte nostra, soprattutto all’inizio, poiché l’ego (i pensieri incontrollati) non vuole cedere dinanzi a questo processo di demolizione e oppone resistenza – usando i pensieri come al solito – contro questa via d’uscita, contro questo atteggiamento attento, contro la realtà. Non appena imbocchiamo questa via, però, sarà per noi un autentico piacere, una gioia profonda, una parte irrinunciabile della nostra giornata e tutto il resto a confronto ci sembrerà grigio e inutile.

Perciò: mettiti in cammino. E se sei già in cammino segui la via un po’ più spesso e sii un po’ più determinato. E’ il cammino della gioia, perché non percorrerlo?