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Nella presenza senti la tenerezza di Dio

Non meditare. Basta che ti siedi. Respira. Prenditi del tempo, molto tempo. Sedendo e respirando vai lentamente oltre il tempo e dentro il tempo, accedi con leggerezza alla verità del tempo: all’adesso.

Non praticare meditazione camminata. Basta che cammini. Senti il suolo, il piede, il passo, i muscoli, il leggero contatto dei vestiti sulla pelle.

Senti. Senti gli odori. Vedi. E assapora il gusto di tutto questo perché ha il gusto della gioia. Ascolta, ascolta precisamente, ascolta tutto ciò che suona e che non suona dentro di te e al di fuori di te.

Ogni soffio del vento diventa una carezza di una mano che ti ama, ogni moto che passa diventa una parola d’amore sussurrata nel tuo orecchio, a bassa voce, piena di amore. Ogni odore e ogni puzza sorprende i tuoi sensi amorevolmente, ogni disturbo diventa un regalo avvolto in una carta divertente, ogni pensiero diventa un ospite stimato che arriva e che rimane per un po’ per poi andarsene seguendo le sue vie meravigliose.

Sei amato, profondamente amato e nel silenzio ritrovi la carezza di Dio, la tenerezza della vita per te. Lo sapevi. Ma da sempre è stata così vicina che non ci potevi credere: tanta felicità, tanto amore senza sforzo, senza impegno, senza paura.

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LASCIA FIORIRE LA TUA COSCIENZA

L’AMICO

“Il respiro come elemento di connessione tra corpo e mente e come migliore amico è in effetti una presenza costante, quando ne abbiamo bisogno. E ne abbiamo bisogno spesso, quasi sempre, perché la tendenza della nostra mente a disperdersi e a smarrirsi, a seguire vecchie abitudini e a individuare e causare ovunque problemi e di difficoltà è normalmente molto marcata.

Ma il migliore amico ha grande pazienza e una tenera determinazione ad aiutarmi. Finché viviamo il respiro non smetterà di continuare il suo ritmo: inspirazione-espirazione. Non siamo costretti a rammentargli nulla né a pregarlo di nulla. Dobbiamo – o possiamo – seguirlo. Tutto qui. Questo amico ci porge la mano in ogni momento in cui abbiamo bisogno di aiuto. Perché non dovremmo afferrarla?”

“MEDITAZIONE CAMMINATA – PASSO DOPO PASSO”: http://ow.ly/Proo308CpXm

TORNA SEMPLICEMENTE AL RESPIRO

“E sopra ogni cosa calerà di nuovo il velo dell’attività mentale, ora opaca e indefinita, ora animata da giudizi, valutazioni, commenti e confronti chiari, lucidi. Il che è normale e naturale. Torna semplicemente al respiro e al ritmo tranquillo dei tuoi passi: inspirazione – passo sinistro, espirazione – passo destro.”

“MEDITAZIONE CAMMINATA – PASSO DOPO PASSO”: http://ow.ly/Proo308CpXm

LE CINQUE FORME DI MEDITAZIONE CAMMINATA: 3) “MEDITAZIONE CAMMINATA “3 x 1”

– Ambientazione: all’aperto
– Velocità: lenta, ma con un ritmo normale
– Coordinazione con il respiro: tre passi ogni inspirazione, altri tre passi ogni espirazione
– Intensità della concentrazione: da media a elevata
–  Comunicazione con altri: apertura cordiale, scambio silenzioso di sguardi e saluti

“Anche questa forma di meditazione camminata si basa su un accordo della sequenza dei passi con il respiro. Questa volta però permettete alle vostre gambe di fare circa tre passi per ogni inspirazione e altri tre passi per la relativa espirazione. (…) Anche qui dovete stare attenti che non avvenga il contrario, cioè un inconsapevole accorciamento o allungamento del respiro per adattarsi ai tre passi. Una respirazione manipolata in maniera artificiosa può essere insana e avere numerose conseguenze negative su corpo e mente, come per esempio fitte ai fianchi, respiro corto, mal di testa, sensazioni di ansia.

I tre passi per ogni respiro producono un’andatura lenta ma molto simile a un modo di camminare normale. Questa vicinanza a una condizione consueta non rappresenta tuttavia una semplificazione, anzi. Mentre nella meditazione camminata Vipassana lenta o Kinhin la vostra mente registra il fatto che vi muovete in maniera “insolita”, e quindi “permette” che vi concentriate in misura ugualmente insolita, nella meditazione camminata “3×1” approssimate i vostri movimenti abituali. Di conseguenza anche la mente ricadrà nelle sue abitudini e sarà più difficile che rimaniate concentrati. (…)

Tuttavia è sufficiente essere consapevoli di questa aumentata difficoltà e delle tentazioni per i sensi in modo da affrontare le divagazioni della mente con pazienza affettuosa. Semplicemente dopo ogni divagazione tornate al respiro e ai tre passi previsti.

Nulla di ciò che il mondo circostante vi vuole trasmettere in termini di bellezza deve essere respinto in maniera forzata. Di norma praticherete questa forma di meditazione camminata in mezzo alla natura, per esempio lungo un sentiero nel bosco, in un parco o su un prato. La natura che vi sta intorno in una giornata di sole con tutta la sua magnificenza e la sua bellezza non va esclusa per via di una concentrazione eccessiva focalizzata su respiro, sequenza dei passi o movimento delle gambe. Ogni stimolo può e deve giungere a voi. Conviene solo evitare di andare in cerca di proposito delle singole impressioni sensoriali. Qui sta la differenza.”

Estratto da “Meditazione Camminata: Passo dopo Passo – Guida pratica” di Volker Winkler, pubblicato da “Edizioni Il Punto d’Incontro”

Per ordinare il libro: Edizioni Il Punto d’Incontro

LE CINQUE FORME DI MEDITAZIONE CAMMINATA: 2) KINHIN

– Ambientazione: di norma all’interno, possibile anche all’aperto
– Velocità: lenta
– Coordinazione con il respiro: un passo ogni inspirazione, il passo successivo durante l’espirazione
– Intensità della concentrazione: da elevata a molto elevata
– Comunicazione con altri: nulla 

“Cominciamo di nuovo con l’“arrivo” nel luogo della meditazione, che può essere il salotto, un corridoio, una camera di hotel o una stanza per gli ospiti in casa di amici. (…)
Poi inspirate come di norma e quindi sollevate il piede sinistro per un primo passo. Con la successiva espirazione muovete il piede destro per il secondo passo – e così via.

Dovreste sintonizzare i passi con il respiro – non il contrario, che altrimenti condurrebbe a una respirazione innaturale sconsigliabile. Quindi rimanete concentrati principalmente sul respiro e non solo sul contatto dei piedi al suolo, come per la meditazione camminata Vipassana descritta in precedenza. La mente si focalizza in primo luogo sul respiro e l’intero corpo ne segue il ritmo in accordo con il movimento: inspirazione – passo piede sinistro, espirazione – passo piede destro.

Rivolgete lo sguardo a terra davanti a voi senza abbassare troppo la testa, perché una tale “postura umile” non giova a una mente serena e aperta. Lo sguardo non vaga nell’ambiente circostante, ma neppure si fissa su qualcosa. Tenete le braccia rilassate ai lati del corpo o portate entrambe le mani davanti all’addome; non mettete le mani in tasca o in altre posizioni.

L’andatura è naturale e non esageratamente rallentata e solenne. Come già detto la concentrazione si orienta soprattutto al respiro, ma non esclude, in maniera non dissimile dalla meditazione camminata Vipassana e dalla meditazione in generale, altre impressioni sensoriali e pensieri: il contatto dei piedi con il suolo, la tensione e la distensione dei muscoli delle gambe, il contatto dei vestiti con la pelle, i rumori e la luce. E sopra ogni cosa calerà di nuovo il velo dell’attività mentale, ora opaca e indefinita, ora animata da giudizi, valutazioni, commenti e confronti chiari, lucidi. Il che è normale e naturale. Tornate semplicemente al respiro e al ritmo tranquillo dei vostri passi: inspirazione – passo piede sinistro, espirazione – passo piede destro.”

Estratto da “Meditazione Camminata: Passo dopo Passo – Guida pratica” di Volker Winkler, pubblicato da “Edizioni Il Punto d’Incontro”

Per ordinare il libro: Edizioni Il Punto d’Incontro